Uno squilibrio nell’equilibrio con l’età?
Scritto dalla Dott.ssa Pragya Goel
A cura della Dott.ssa Lauren Moore
Le ricerche condotte sui topi dimostrano che una specifica popolazione cellulare nel cervelletto mantiene l’equilibrio con l’avanzare dell’età.
Le cadute dovute a squilibrio sono comuni e pericolose negli anziani, ma non è ancora chiaro quali cambiamenti cerebrali ne siano responsabili. L’equilibrio e l’orientamento spaziale sono controllati dal sistema vestibolare, composto dall’orecchio interno e da altre regioni cerebrali, in particolare il cervelletto. Una ridotta funzionalità complessiva di questo sistema è una nota causa principale del declino dell’equilibrio legato all’età. In questo recente studio, Kizeev e colleghi si sono concentrati su un gruppo specifico di cellule cerebrali nel cervelletto, chiamate cellule a spazzola unipolare (UBC), che potrebbero aiutarci a mantenere l’equilibrio con l’avanzare dell’età. I ricercatori hanno compromesso la funzionalità delle UBC in topi giovani e anziani e hanno osservato cosa accadeva alla capacità degli animali di mantenere l’equilibrio. Sorprendentemente, gli animali anziani hanno mostrato maggiori difficoltà a mantenere l’equilibrio rispetto ai topi giovani quando le UBC erano compromesse. La scoperta del ruolo di queste cellule nelle prestazioni di equilibrio fornisce un nuovo potenziale bersaglio per lo sviluppo di strategie terapeutiche per i problemi di equilibrio legati all’età che causano lesioni e disabilità negli anziani.
Il cervelletto è composto da una rete di tre principali tipi di cellule: le cellule di Purkinje, le cellule granulari e le UBC, che insieme controllano l’equilibrio e la coordinazione. In molte forme di atassia, è noto da tempo che le cellule di Purkinje non funzionano correttamente o degenerano, causando probabilmente squilibrio e incoordinazione che peggiorano con l’età. L’alterazione dell’attività delle cellule granulari non ha effetti significativi sull’equilibrio. Le UBC, tuttavia, sono diverse. Studi precedenti hanno dimostrato che, quando sono compromesse, gli animali hanno difficoltà a mantenere l’equilibrio. Ciò suggerisce che le UBC potrebbero rappresentare un tassello importante per la comprensione e il trattamento dello squilibrio, un sintomo principale delle atassie.
Ma le UBC potrebbero anche essere responsabili della nostra crescente instabilità e difficoltà di equilibrio con l’avanzare dell’età? Questo studio ne analizza specificamente il ruolo nelle prestazioni di equilibrio legate all’età. Topi anziani (di sei mesi) e giovani (di sette settimane) sono stati sottoposti a una serie di test motori standardizzati che valutavano la loro capacità di mantenere l’equilibrio e di eseguire movimenti coordinati. Tra questi, il test del rotarod (un’asta rotante su cui i topi cercano di stare in equilibrio), il test della trave di equilibrio (un’asta di alluminio su cui gli animali vengono testati per camminare e mantenere l’equilibrio) e il test del nuoto (gli animali vengono immersi in un cilindro d’acqua per analizzare la dinamica del movimento). Senza alterazioni delle UBC, i topi giovani hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli anziani in tutti i test di equilibrio, a supporto dell’ipotesi che l’equilibrio sia compromesso nei topi anziani. Successivamente, utilizzando una tecnica sofisticata, l’attività delle UBC è stata interrotta e i topi anziani e giovani sono stati sottoposti agli stessi tre test motori. È interessante notare che i topi anziani con UBC alterate hanno ottenuto risultati peggiori rispetto a quelli con UBC normale, mentre le prestazioni di equilibrio dei topi giovani sono risultate simili con o senza alterazione delle UBC. Pertanto, le UBC svolgono un ruolo chiave nel mantenimento dell’equilibrio negli animali che invecchiano, ma sembrano essere meno importanti nei topi più giovani.
In sintesi, quando gli scienziati hanno alterato l’attività di un gruppo di cellule cerebrali chiamate UBC nei topi, gli animali più anziani hanno mostrato un equilibrio precario, a differenza di quelli più giovani. I ricercatori hanno ipotizzato che una maggiore flessibilità del cervello dei topi più giovani possa consentire loro di adattarsi e compensare modulando l’attività di altri tipi di cellule, quando un gruppo di cellule (in questo caso le UBC) non funziona correttamente. Questa capacità di compensazione potrebbe venire meno con l’avanzare dell’età, peggiorando i problemi di equilibrio. “Equilibrio” è un termine ampio e generale, e i tre test consentono di valutare diversi aspetti di questo parametro. I ricercatori hanno anche scoperto che alcuni comportamenti legati all’equilibrio erano maggiormente compromessi, evidenziando come le UBC possano essere responsabili di processi di equilibrio più complessi. Concentrarsi su specifiche cellule cerebrali, anziché su popolazioni cellulari e regioni cerebrali generali, potrebbe guidare la ricerca di base e clinica sulle terapie mirate. In futuro, gli scienziati potrebbero essere in grado di intervenire sulle UBC per prevenire le cadute e migliorare la mobilità negli anziani. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, questo studio rappresenta un entusiasmante passo avanti.
Dichiarazione di conflitto di interessi
L’autore e il curatore dichiarano di non avere alcun conflitto di interessi.
Citazione dell'articolo recensito
Kizeev et al., Le prestazioni di equilibrio nei topi anziani dipendono dalle cellule a spazzola unipolari. Cerebellum, 2024. 24 (1):16. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39699796/)












